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martedì 24 dicembre 2013


MUSCLE ENERGY TECHNIQUE

Nel 2000 Fryer pubblicò questa breve revisione dei meccanismi associati con le MET (Muscle Energy Techniques), comunemente utilizzate nella pratica osteopatica per il trattamento di disfunzioni somatiche. Ve la ripropongo in quanto pone degli spunti di riflessione ancora non risolti dalla EBM.
Tra i meccanismi di azione:- Post-isometric relaxation- Connective tissue changes- Venous and lymph drainage- Trans-synovial flow- Inhibition of pain- Motor control and muscle recruitmenthttp://vuir.vu.edu.au/501/1/Muscle_energy_concepts._A_need_for_change.pdf

Estratto dal libro “Muscle Energy Technique” di Leon Chaitow. Elsevier 2013. Pag.13-14(trad. libera).

Quali sono le similarità tra MET e PNF?
Entrambe coinvolgono l’uso di contrazioni isometriche prima (o durante) l’allungamento o il movimento.
Entrambe hanno come obbiettivi la normalizzazione di un ampio spettro di condizioni ortopediche (fisioterapia) o di disfunzioni somatiche (osteopatia) - la terminologia è ovviamente intercambiabile.
Quali le differenze?
Le MET, nel loro contesto originale, erano indirizzate a ristorare funzione articolare. Solo recentemente si sono focalizzate sul trattamento di disfunzioni dei tessuti molli. Quindi solo recentemente le MET si sono avvicinate alla pratica della PNF.
PNF e MET indicano la barriera di restrizione alla quale la contrazione isometrica comincia diversamente. Per la PNF il segmento corporeo è portato a fine corse, dove il paziente riferisce un moderato discomfort. Nella pratica delle MET, invece, la barriera di restrizione è comunemente descritta come il primo vero segno di tensione tissulare allo stretch (Stiles 2009), o anche prima di questo (Janda 2006).
PNF frequentemente coinvolge contrazioni isometriche più lunghe e a più alta intensità rispetto alle MET (PNF spesso usano tutta la forza disponibile, mentre nelle MET si richiede al pz una contrazione del 20% max). […]

Nella pratica delle PNF il terapista applica una resistenza mentre il paziente mantiene la posizione. Nelle MET è sempre il terapista che mantiene fissa la posizione segmentale mentre il pz applica una forza direzionale (con probabile differenze neurali, NdT).


A cura di Francesco Contiero

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